La colazione nel mondo

2 Mag

In giro per il mondo si trovano tante buone pietanze e piatti curiosi, dalla cucina mediterranea a quella francese, dal cous-cous alle tarantole fritte, il mondo culinario è davvero singolare da questo punto vista. Ma altrettanto curiosa ed originale è la colazione in giro per i continenti. Il pasto più importante della giornata, quello che ci dà la carica per affrontare una lunga giornata di lavoro o studio, ha  diverse varianti. Lo sapevate che in Italia prima della Grande Guerra si era soliti mangiare per colazione gli avanzi della sera prima, a volte del pane o della polenta ammorbiditi nel latte e che è solo dopo, a partire dalla prima guerra mondiale che si è diffuso il modello usato dall’esercito per le reclute a base di latte, caffè e gallette.

Ma andiamo con ordine. In Italia la colazione più consumata è quella del cornetto e cappuccino al bar, di solito in buona compagnia, ma si consumano volentieri anche caffè, latte, marmellate, cereali, yogurt, e per i palati più golosi non esiste buon risveglio senza la nutella. I francesi sono amanti della pasta sfoglia e della pasticceria, per cui non possono assolutamente mancare i croissant e le gustose madeleines, una colazione molto simile alla nostra, di fatti anche in Francia iniziano la giornata con del caffè.Mentre l’English breakfast o full breakfast è consumata in tutti i paesi anglosassoni ed è sicuramente una prima colazione molto ricca e calorica. L’english breakfast è definita anche la colazione internazionale e si compone principalmente da piatti salati come uova, salsicce e bacon, ma anche pane tostato col burro e il porridge. Gli USA seguono molto il modello anglosassone anche se non possono mancare i famosi pancake con lo sciroppo d’acero e le ciambelle. Una colazione così calorica è dovuta al fatto che solitamente cenando molto presto, intorno alle 18:00, fanno un pranzo molto leggero o comunque contenuto.In India i piatti della prima colazione sono molto diversi. Si va dal pane chapati agli involtini di riso e cocco, dolci a base di carry, riso e banane. Usuali sono anche delle ciambelline salate, fritte e speziate al ginger o col coriandolo. Nel continente nero invece la colazione varia da regione a regione. Nel nord africa si usa bere del tè alla mente con pane o le M’smmens (delle tipiche crêpe fatte con solo acqua e farina e condite con miele e/o della cannella). In Egitto si può mangiare anche una pietanza a base di fave mentre in Senegal e nel Gambia si prediligono le arachidi accompagnate da un impasto di miglio, pomodori e verdure.Insomma per usare un detto: Paese che vai, usanze che trovi! L’importante è non disprezzare mai le culture e gli usi e costumi altrui, ma sapere sempre essere aperti al rispetto delle abitudini diverse dalle nostre.

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Quiche di patate e spinaci

23 Apr

 

Oggi ricetta assolutamente semplice.Sapete l’ho fatta domenica,in uno degli innumerevoli pranzi di famiglia.Si,insomma,dove si ride e si chicchera ma soprattutto si mangia!.Per fare una cosa non troppo elaborata pensato alla quiche,ma non a quella di prosciutto…banale! 🙂

Quiche di patate e spinaci
(dosi per una teglia da 24cm di diametro)

per l’impasto brisè 

  • 200g farina
  • 90g burro
  • 1 uovo
  • 10ml di acqua
  • un pizzico di sale
Mettete in un contenitore la farina setacciata ed aggiungete il burro tagliato precedentemente a cubetti lavorandolo con le dita fino a quando non sia tutto incorporato con la farina. A questo punto unite un pizzico di sale, l’uovo sbattuto leggermente, e l’acqua lavorando il tutto fino a quando non otterrete un impasto liscio ed omogeneo. In questa fase consiglio sempre di tenere un pò di farina a portata di mano che vi aiuterà a lavorare l’insieme meglio. Avvolgete l’impasto ottenuto in un foglio di pellicola e mettete in frigo per due ora circa prima di cominciare a lavorarlo. Passato questo tempo stendete la pasta in una spianatoia con con un matterello e posizionatelo nella teglia facendo in modo che aderisca perfettamente, bucherellate con una fotchetta.



per il ripieno

  • spinaci 500g
  • patate 5 di media grandezza
  • mozzarella 150
  • noce moscata qb
  • burro una noce
  • timo qb
  • pepe nero qb
  • maggiorana qb 
  • origano qb
Cuocete gli spinaci ed una volta ammorbiditi fateli saltare in padella con la noce di burro, un pizzico di sale e una grattatina di noce moscata. Fateli raffreddare e posizionateli nella base di brisè che avete posizionate nella teglia. A questi aggiungete uno strato di mozzarella sbriciolata o tagliata a cubetti e sopra ancora posizionate le patate tagliate a rondelle e sbollentate nell’acqua bollente per 5 minuti. Spolverate con un pizzico di timo, maggiorana, origano e pepe nero la superficie e infornate per 25/30 a 180° o fino a quando non si sarà dorata.

challah (pane ebraico)

20 Apr

Il challah viene solitamente servito il giorno dello shabbat e all’occasione degli altri giorni di festa. In genere vengono posati due pani, a forma di treccia più o meno complessa, su una tovaglia tradizionale ricamata, a simbolizzare la manna. Il challah è un pane ricco, con una mollica abbondante, a metà strada tra il pane bianco e la brioche. Si può consumare con i piatti agrodolci della tradizione ebraica o, più semplicemente, a collazione, con marmellata.

farina 500g uova 2 burro 6 cucchiai sale 2 cucchiaini lievito fresco 20g acqua tiepida 2 dl zucchero 2 cucchiai

per la glassa: tuorlo 1 acqua 1 cucchiaio semi di papavero 1 cucchiaio

Setacciare la farina e il sale sul piano di lavoro. Mescolare il lievito con l’acqua e lo zucchero. Scavare un pozzo in mezzo alla farina e versarci il composto al lievito. Aggiungere il burro a pezzetti e le uova e impastare gradualmente tutto quanto. Impastare per 10 minuti su un piano di lavoro spolverato con della farina fino a ottenere un impsato liscio e elastico. Porre l’impasto in un recipiente unto con poco olio, coprire con un foglio di pelicola unta anche lei e far lievitare per un’ora fino a quando il volume dell’impasto si sarà radoppiato. Riprendere il panetto e impastare nuovemente per pochi minuti. Rimettere a lievitare per un’ora. Reimpastare e dividere l’impasto in tre pezzi uguali, srotolarli per formare tre cilindri lungho una quarantina di cm. Su una teglia rivestita con carta da forno formare una treccia, coprire di nuovo con pellicola oleata e lasciar lievitare per 45 minuti. Scaldare il forno a 200°. Sbattere il tuorlo con l’acqua e spenellarne la superficie del pane, distribuire poi i semi di papavero. Cuocere il pane per 35-40 minuti finché sia bello dorato e farlo rafreddare su una grata.

La guida golosa di Roma

19 Apr

Dunque, dopo un mesetto di permanenza e qualche giretto, confesso che sono molti i luoghi ancora da provare, ma qualche appuntino nel mentre ve lo lascio, sissammai, magari una di queste sere capiterete da queste parti… Comunque sia, work in progress, manco a dirlo 🙂

1- Osteria pistoia

Piccolo locale nel cuore di Monteverde ; Servizio accogliente e personale disponibile nel consigliare tra le numerose proposte del menu’. Sono stati molto cortesi sopratutto per venirci incontro per soddisfare i bambini che erano con noi nel più breve tempo possibile. Da provare decisamente i cannoli croccanti con mozzarella, radicchio, alici e lardo di colonnata e la parmigiana; in generale sono ottimi tutti gli antipasti ed i primi. www.osteriapistoia.com info@osteriapistoia.com

2-antica focacceria san francesco

Non la conoscevo fino ad un mese fa…..questa istituzione è il vero cibo da strada è la vera cucina siciliana…..consigliatissimo. La prenotazione sia a pranzo che a cena e’ d’obbbligo..Consiglio cazzilli di patate, anelletti al forno e arrosto alla palermitana.

piazza della Torretta 38/40 Centro storico, a pochi passi da piazza San Lorenzo in Lucina. Aperto dal martedì al sabato dalle 10 alle 24 Domenica e Lunedì dalle 10 alle 16.Per prenotazioni e comunicazioni : +39 0668308297 mobile +39 3460163436

3-il vascello dei sardi

Locale di gestione familiare molto accogliente. Il menu è vario ma molto semplice, nonostante ciò i piatti sono ben serviti e saporiti. Qualche richiamo alla tradizione sarda, ma gli ingredienti non sono quelli originali dell’isola, ideale per una serata in dolce compagnia o in famiglia. Ottimo il rapporto qualità prezzo.  Via Giuseppe Massari,8 00152 06/5806517

4-andreotti

Per gli afficionados di ferzan opetek,Andreotti (ricordato il tavolone dei dolci in la finestra di fronte? ecco, è lui) è un mito. Per gli abitanti dell’ostiense, è un appuntamento abituale, per la colazione, l’aperitivo, il gelato, la crostata della domenica. Per me, è abbastanza un mistero. Un mistero il perché hanno tolto la bellissima e vecchissima insegna d’epoca per sostituirla con l’opera grafica di un giovane sconosciuto, anno 2008 (o era 2007?), un mistero perché c’è stato bisogno di allargare la pasticceria vecchio style che c’era con una zona destinata all’aperitivo e che sembra un mero e per certi versi anche misero scimiottamento di doppio zero (v. doppiozero), un mistero com’è che in uno dei pochisismi bar pasticceria dela zona che fanno i cornetti in casa, i cornetti non siano notevolmente migliori di altrove. Insomma, stuzzicchini veramente appena appena passabili al happy hour, crema pasticciera che sa di farina, veneziana gommosa, millefoglie che spesso non è croccantissima, andreotti continua a deludere, e noi, fra mito e mistero, continuiamo ad andarci. Chiamatemi pure scemo. Via Ostiense 54b – 00154  Roma Quartiere Ostiense Tel. +39 06 5750773 Sempre aperto.

La ricetta dell’occupante

17 Apr

Da quando ho scoperto che il teatro valle e’ stato occupato teatrovalleoccupato ci vado un giorno si e un altro no.Organizzazione quasi perfetta e un posto dove trascorrere il pomeriggio o la serata.Programmi molto vasti! Molti artisti hanno sostenuto il tvo come Andrea Camilleri,Lorenzo Jovanotti,Valerio Mastrandrea,Emma Dante e Stefano Bollani. Questi sono alcuni nomi degli artisti che sono andati a sostenere il tvo.
Questa ricetta l’ho dedicata al tvo. Consigliatissima a colazione.

torta spezziata di pere

Pere 4
Zucchero di canna 120 grammi
Burro 110 grammi
Uova 2
Lievito per dolci 1 cucchiaino
Cannella macinata 1 cucchiaino
Cardamomo macinato 1 cucchiaino scarso
Zenzero in polvere una punta
Sale una presa

Mescolare in una ciotola media la farina con il lievito,le spezie e il sale. In una ciotola lavorare alla frusta il burro insieme allo zucchero fino ad attenere un impasto schiumoso.Aggiungete al primo impasto le due uova.Unite i due impasti.Mi raccomando girate bene finche’ l’impasto diventi liscio e omogeneo.Dopo di che versate l’impasto in un stampo da 25 cm (io preferisco quadrato.Lo trovate o da ikeaikea oppure da C.U.C.I.N.A.cucina).
Adesso lavate & asciugate per bene le 4 pere,le tagliate a quarti,eliminare il torsolo e premere i quarti di pera nell’impasto.
In forno per 50 minuti circa a 180 gradi.Dopo aver sfornato l’impasto lasciatelo raffreddare e dopo tagliatelo a quadrati.

Cake al parmigiano

16 Apr

Volevo iniziare questa settimana con una ricetta semplice e gustosa.Questo piatto,secondo me,va servito a merenda! Pero e’ anche buono a pranzo.Ci tengo a precisare che CAKE non si traduce letteralmente torta,ma e’ il plum cake! 🙂

Cake al parmigiano

3 uova intere
burro morbido 150 grammi
sale qb
farina 250 grammi
2 cucchiai di “pane degli angeli”
parmigiano 150 grammi

Mettere le uova,il burro,la farina e il sale dentro una ciotola.mescolare bene.Aggiungere all’impasto i 2 cucchiai di pane degli angeli e il parmigiano.Intanto fate riposare l’impasto e imburrate la teglia.Dopo aver imburrato la teglia versate l’impasto.Mettete la teglia in forno per 25 minuti a 200 gradi

Dalle origini

15 Apr

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Fin dalla piu’ tenera età ho sempre amato cucinare.Negli anni,grazie a mia nonna ho imparato molte cose!
Da qualche anno avevo l’idea di aprire un blog pero’ non mi andava,ero molto pigro.
La mia partenza e’ quella di creare una cucina semplice,facile e sfiziosa ma soprattutto alla portata di tutti,in modo che tutti posso imparare a cucinare.
La cucina sarà essenzialmente composta da ricette di famiglia.Ma questo non vuol dire che proverò nuove avventure! 🙂
Spero che vi piaccia questo blog,
Francesco

Photo Credits fabio pagani (www.fabiopagani.it)